Ci sono volte in cui mi spaventi. Oggi è una di quelle volte. Poichè io, a differenza di te, non sono capace di lasciare che gli altri conoscano di me solo quello che voglio, sono quello che si vede e quello che si sente, nel bene e nel male.
Alcune volte le tue parole mi spiazzano e temo che, come con tutti gli altri, ci sia un sottile piacere in quello che fai e che tu lo faccia apposta.
Alcune volte mi è assai difficile restare a guardare, non chiedere, aspettare perchè mi sarebbe più facile, drammaticamente naturale, partire a testa bassa e radere al suolo tutto quello che può ferirti o turbarti. Mi faccio forza e violenza al tempo stesso e mi riprometto di non rimuginarci su perchè non solo non aiuta, fa anche male.
Non so se fa così parte della mia natura sentirmi "madre" e "riparo", anche se il mio segno lo indicherebbe. Probabilmente ti offenderesti. Anzi, so che ti offenderesti.
Prendimi per come sono, ti prego, come io cerco di prendere te.
Non c'è offesa, non c'è dolo, non nelle intenzioni almeno.
Perchè l'idea di perderti mi uccide.
E temo, ogni giorno di più, di perderti.
"Narra la leggenda che gli dei, consci del pericolo dato dal coesistere nello stesso luogo di due individui estremamente dannosi, ne presero uno e lo posero su una catapulta, scaraventandolo dall'altra parte del mondo conosciuto."
postilla:
"Gli dei non tennero però in considerazione che i due individui erano dotati di capacità di movimento e che il mondo era troppo piccolo per impedire che si incontrassero."
'liberamente dedicato a..'
Perchè si vuol soffrire?
Perchè non siamo capaci di prendere quello che c'è e godercelo senza aspettarci qualcosa che non ci sarà mai (e lo sappiamo benissimo)?
Da dove ci arriva il piacere dell'insoddisfazione? Perchè non ci accontentiamo mai?
Oh, non ditemi che aspirare al meglio è insito nell'animo umano. La verità è che per un istante, il "meglio" è solo come abbiamo percepito ciò che ora ci sembra un peso.
Quello che ci dimentichiamo non è che la nostra vita è fatta di scelte, ci dimentichiamo le scelte fatte o il perchè le abbiamo fatte.
Badate bene, non è rassegnazione la mia, cocciutaggine forse, il voler ancora dimostrarmi che per una fottutissima volta, ho avuto ragione.
Anzi, diciamo per almeno due. Anzi, per essere più precisi decisamente tre. E sono sicura che hai avuto ragione anche tu, devi solo ricordartelo (e farlo ricordare).
Come raccontavo qualche tempo fa, abito a *Frittole*. La vita a *Frittole* è un po' monotona, scandita dal mercato al giovedì e dalle madri al bar che pensano di poter decidere a che ora deve essere recitata la Messa. Tuttavia, anche a *Frittole*, dove l'età media è viina ai 70 anni e il cattolicesimo la fa da bigotto padrone, è arrivata la festa di Ognissanti, importata dagli States. Ovviamente si tratta di una versione edulcorata (qualche accenno nella vetrina della cartoleria e del fiorista) ma, purtroppo, decisamente piu' molesta. Pertanto i pochi (per fortuna) giovani in età valida per girare in costume per le case chiedendo dolcetti in cambio di una captatio benevolentie, non si mettono in costume e lanciano petardi, suonando ai campanelli in modo molesto come se lo scopo fosse solo quello di disturbare. Orbene, venerdì sera pioveva che il cielo la mandava, a *Frittole* e io e il martirio, incauti e stanchi, abbiamo dimenticato di staccare il citofono pertanto, nell'istante stesso in cui il piccolo eroe del Messico si addormentava, abbiamo scomodato "ogni santo" perchè il frescone di turno ha pensato bene di suonare _due_ volte al campanello. A mo' di erinni sono scesa per scacciare il molestatore che sotto la pioggia battente, con un k-way se ne usciva con la frase di rito "dolcetto o scherzetto?". Nemmeno da dire che il piccolo eroe ha pianto per piu' di mezz'ora prima di riprendere sonno... e visto che lo scherzetto era stato fatto.. niente dolci!