Leggo di quà e di là per la rete che in molti lamentano la mutevolezza dell'animo umano e della mancanza del perdurare dei sentimenti. Anche dell'amore. Dissento fortemente. L'amore è eterno in quanto tale, magari cambia l'oggetto dell'amore, il tipo di amore ma l'amore mai.
E nessun amore che si rispetti è immobile e immutato, sempre e solo in divenire. Siamo noi che ci cristallizziamo su un aspetto, su una sfumatura, su un sospiro e pretendiamo che ci accompagni a vita (e dimentichiamo che ci stancheremmo di quella stessa sfumatura se fosse sempre la stessa, con estrema facilità).
Il vero guaio è che il cambiamento spaventa... tutti.
E' difficile lanciarsi a capofitto in qualcosa che non si conosce, lo è di più se si mette in conto che questo "qualcosa" non lo si conoscerà mai e che non appena ci saremo illusi di averlo "sotto controllo", di averlo "imparato", ci stupirà rivoltandoci le budella.
Sarà che è cominciato il mio cammino di consapevolezza sia di quello che "ho" e si vede sia di quello che "ho" e non si vede, sarà che delle volte nel ripensare a quello che ho passato mi domando come sarebbe stato se avessi "saputo".
Sarà che mi domando se mio figlio sarebbe rimasto solo un desiderio invece di tormentarmi con i Barbapapà, il libro della giungla e gli Aristogatti.
Sarà che ho sempre avuto manie di controllo e che mi sono accorta che non ne vale la pena.
Sarà l'inverno che si avvicina.
Sarà che mi sono accorta di amare più di quanto non detesti.
Sarà che le rughe che vedo nello specchio non mi spaventano più.
Sarà quel che sarà.
Non intendo smettere di amare... per sempre.