Di te amo l'allegria, se non è forzata, la capacità di prevedere e di sottolineare; di finire le mie frasi; di cogliere le citazioni; di con-pensare (e di compensare).
Di te amo anche la caparbia cocciutagine; gli ostinati silenzi; l'abbaiare furioso; le risposte a mezz bocca e le mezze frasi.
Vorrei, sempre più, poter dire o fare qualcosa che per te possa essere sollievo.
Vorrei che tu volessi, qualche volta, sfruttare la mia spalla.
Vorrei che le cose fossero più semplici... quì e lì.
E mi mancherai.. cazzo se mi mancherai.