Avrei una voglia incommensurabile di portare mio figlio al cienema. E' un desiderio forte tuttavia ci sono cose che mi trattengono.
Innanzitutto la scelta del film. A mio giudizio anche i film di animazione non sono più studiati per i più piccoli, contengono situazioni e riferimenti che sono chiaramente diretti agli adulti, temo pertanto che non arriverebbe a capire o che resterebbe turbato. Secondariamente non ha ancora due anni e poco importa che chieda permesso e si scusi e dica grazie e prego quando è consono dirlo, non ha ancora due anni.
Così restiamo a casa a guardare La spada nella roccia e poi di notte lui rielabora e ripete ossessivamente, nel sonno, "Merlino".
Avrei voglia di prendere un aereo e partire per Edimburgo.
Anche questo resta in cantiere.
Avrei voglia che questo mese volasse. Così il martirio finisce il corso e torna a casa. Così ho finito di lavorare. Così si torna alle abitudini familiari e magari mio figlio la smette di piangere nel sonno.
Ci sono volte in cui mi spaventi. Oggi è una di quelle volte. Poichè io, a differenza di te, non sono capace di lasciare che gli altri conoscano di me solo quello che voglio, sono quello che si vede e quello che si sente, nel bene e nel male.
Alcune volte le tue parole mi spiazzano e temo che, come con tutti gli altri, ci sia un sottile piacere in quello che fai e che tu lo faccia apposta.
Alcune volte mi è assai difficile restare a guardare, non chiedere, aspettare perchè mi sarebbe più facile, drammaticamente naturale, partire a testa bassa e radere al suolo tutto quello che può ferirti o turbarti. Mi faccio forza e violenza al tempo stesso e mi riprometto di non rimuginarci su perchè non solo non aiuta, fa anche male.
Non so se fa così parte della mia natura sentirmi "madre" e "riparo", anche se il mio segno lo indicherebbe. Probabilmente ti offenderesti. Anzi, so che ti offenderesti.
Prendimi per come sono, ti prego, come io cerco di prendere te.
Non c'è offesa, non c'è dolo, non nelle intenzioni almeno.
Perchè l'idea di perderti mi uccide.
E temo, ogni giorno di più, di perderti.
Da qualche tempo mio figlio si è appassionato ad un cartone animato che narra le vicende di Bob, icredibile aggiustatutto, affiancato da un team di mezzi pesanti (Scoop la ruspa, Trottola la mini betoniera, Muck lo scavatore, Rullo il rullo compressore e Gru la gru) e dalla collaboratrice Wendy più altri personaggi comprimari come Bird il fringuello e Alice la gatta.
Se prima era tutto un "briciole" e "jazz" ora è quasi solo "sì possiamo!" (Scoop all'inizio di ogni puntata chiede al team "possiamo farcela?" e la risposta di rito è "certo che possiamo").
Pertanto, da un paio di settimane, mamma si improvvisa costruttore edile con il tappeto puzzle inventando casette, torri, castelli che il piccolo aiutante si affretta ad "'giustiamo!" in corso d'opera (o a sfaciare così poi "giustiamo che rotto!").
Poichè ogni oggetto disponibile in casa era diventato "mattello", mamma ha procurato il kit degli attrezzi di Bob (cintura con attrezzi ed elmetto).
Nel kit è inclusa la placca con il faccione di Bob che recita alcune frasi standard, tra cui "possiamo aggiustarlo?".
Ieri sera il piccolo Zorro premeva ossessivamente il pulsante della placca alternando passi di danza a incitamenti fissando il faccione di Bob "sì, possiamo!"
Quando si dice darsi la "ruspa" sui piedi.
Dopo mesi di "non ci sono fondi per..." mi comunicano che "arriverà qualcuno per..." oltre a chi mi... ovviamente.