Avendo rimandato da domenica scorsa ad oggi la visita alla nuova Ikea di Parma, mi sono organizzata il sabato di pulizie e varie, non avevo, però considerato l'eroe del Messico che, in questi giorni continua a spostare gli orari dei pisolini diurni, quando non li salta del tutto. Il programma prevedeva quindi: in città alle 8 per fare taiji al parco, colazione in pasticceria napoletana e poi via alla volta di Parma per una veloce visita con pranzo e poi rientro. Tra l'altro ho promesso alla socia che le avrei preso un tappetino per il bagno. Poichè non ho ancora imparato a non programmare (e la vita mi ripropone, ancora ed ancora imprevisti, cosiccè io finalmente impari), ieri sera è spuntato il terzo dente diarrea incorporata e poca gestibilità dell'infante. Ikea rimandata a sabato prossimo, salvo imprevisti.
Sono due giorni che mi ritorna in mente, quasi ossessivamente, "Non ci resta che piangere", sarà per via delle situazioni che mi scorrono davanti tutti i giorni, sarà per le aspettative, le fantasie, le speranze venate di sensi di colpa e di rammarico che mi si affacciano alla mente. In ogni caso riflettevo come, in ognuno di noi si avvicendino, spesso, i fantomatici "uno, nessuno e centomila" di pirandelliana memoria. Orbene, io ne ho riconosciuti tre, distintamente, in me proprio in questi giorni: Vitellozzo, Saverio e Mario.
Per chi non conoscesse il film o non se lo ricordasse, ecco una breve descrizione:
Vitellozzo è il brusco, burbero, rozzo paesano medioevale; quello inammovibile, incapace di mediare e di rinunciare alla propria orgogliosa quanto inutile morte... "come papà".
Saverio è l'illuso, quello che spera di poter fermare Colombo nella sua scoperta dell'America cosicchè la sorella non debba, secoli dopo, finire piantata dal compagno americano. Lo stesso che è convinto di poter inventare, secoli prima, il wc e la lampadina, senza conoscerne i meccanismi, che cerca di integrarsi cambiando quello che lo circonda.
Mario è il disilluso, quello che, comunque, non sa adattarsi, che vorrebbe ma sa di non potere e che si strugge nella sua timida incapacità.
Adesso mi manca di trovare il Leonardo che è in me e ho svoltato.
Avrei un post in stesura, lungo lungo ma, nel frattempo, in una giornata in cui:
- sei al secondo giorno del ciclo e potresti fare la gioia di un vampiro assetato da secoli
- hai un mal di testa da record
- ti accorgi pure che dopo due settimane di tinta hai già due centimetri di ricrescita...
proprio non ce la si può fare

