Parafrasando Pierfrancesco Loche (che chissà che fine ha fatto, a proposito) che, nella trasmissione del 1994 Tunnel, parodiava un generico candidato alle elezioni, recandosi in paesi e concittadine sottolineando che il paese/città in cui si trovava era il paese che _lui_ amava... ecco
questo è l'uomo che _io_ amo
e so che mio marito non può esserne affatto geloso.


Sulla scia della necessità di finire un abbonamento entro maggio che altrimenti mi scade (e mi ruga), ci siamo fiondati ieri sera a vedere "Scrivimi una canzone". Se avete dei dubbi sullo spendere quello che costa andare al cinema per andare a vedere Hugh Grant con i pantaloni troppo stretti, fateveli passare. Il film è spassosissimo, da lacrime agli occhi dall'inizio alla fine, soprattutto se avete almeno trent'anni e avete amato la musica pop anni '80. I riferimenti storici ci sono tutti e le canzoni restano dannatamente nelle orecchie (mi sono aggiudicata la colonna sonora in volata stamane su ebay perchè non potevo non averla). Anche l'idol Cora Corman (un mix delle pop idol degli anni '90/2000), convinta che il Dalai Lama sia un animaletto peloso, è azzeccatissima. Ma quello che vale la pena davvero di vedere è il video di "Pop! Goes my heart" (visibile anche su youtube), costumi, mosse, pettinature ottantissime!!!!!!!!!!
Dopo film come "tutto può accadere" e "quello che vogliono le donne" torna con "l'amore non va in vacanza", visto ieri sfruttando abbonamento omaggio. La commedia è gradevole, le musiche azzeccate, le battute disegnate sui personaggi ma... perchè c'è sempre un "ma". Al di là della banalità della trama (due donne sulla trentina con carriera di successo ma vita sentimentale disastrosa si scambiano casa per Natale e incontrano l'amore della loro vita) e dell'inno (un po' ipocrita) alla vecchia Hollywood, oltre alle citazioni musicali (Jack Black interpreta il compositore e passa metà delle sue apparizioni a citare colonne sonore) e ai camei (Dustin Hoffman tra tutti), cosa resta?
Partiamo dal presupposto che Cameron Diaz è rimasta a "tutti pazzi per Mary", nel senso che ha la stessa espressione e non sembra invecchiata di un giorno (ovvero sembra di plastica e una delle battute rivolte a lei: "sembri la mia Barbie" mai avrebbe potuto essere più azzeccata). Aggiungiamo anche che, ovviamente, trattandosi di Cameron Diaz, il corrispettivo maschile non poteva essere altro che Jude Law (e che sia bello non ci sono dubbi ma che somigli sempre di più al Ken della succitata Barbie diventa ogni giorno di più evidente). Cosa resta?
Resta Kate Winslet che, vivaddio, dimostra gli anni che ha e pure i chili, che è estremamente credibile in un ruolo che le pare cucito addosso (evidentemente Neverland le ha fatto bene). Resta Jack Black, finalmente in un ruolo inedito, non più buffone ma uomo.
Resta una commedia da vedere con un finale che si intuisce fin dalle prima battute ma che, per questo, non delude.

P.s. Piccolo orgoglio nazional popolare.... in una scena al supermercato è ben visibile (e acquistata) una confezione di spaghetti De Cecco.
P.P.s. Ho le ciocche blu
Chi mi riconosce è bravo.

Lo storico, fatidico, non bacio in Piazza San Marco davanti a 20.000 persone....
Mai stata altrettanto imbarazzata.
Va beh.. periodo di Amarcord, però il vestito ce l'ho ancora
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