Resto in tema natalizio (colpa delle luminarie ormai ovunque e delle pubblicità sempre più a tema) per raccontarvi uno dei miei sogni segreti:
allevare una renna

In realtà, quando ancora l'ironia albergava la mia vita, la battuta era (in riferimento alle cose inutili da fare): nella vita voglio "allevare muschi e coltivare renne".
Al di là della battuta, ho sempre avuto una predilezione per questo animale perchè... ha il naso peloso. Non ridete, per una che si sente profondamente felino e che ha sempre avuto felini in casa, passare dal naso umido e freddo al naso peloso e tiepidino è quasi una svolta.

Caro Babbo Natale,
sono quasi certa che la mia gatta vorrebbe questo:

Oggi scusate ma proprio non ho la forza di condividere nulla, se non un pisolino.
... questa volta io proprio non lo capisco
"Caro Dottor Amore, ti prego di tirare un divino scappellotto sulla testa dello scriteriato con cui ho una mezza storia. Deve rendersi conto che è arrivato il momento di permettere a qualcuno, cioè a me, di inondarlo d'amore. Insomma, la magia c'è. Se solo ci mettesse un po' di buona volontà mi troverebbe a preparare deliziosi manicaretti cajun nella sua nuova cucina, oltre che a mettere un po' di pepe in tutte le altre stanze della sua casa. Dottor Amore, ti prego, getta un incantesimo su di lui per farlo cedere alla necessità cosmica".–Toro Stracotto
Caro Stracotto: apprezzo l'abilità con cui voi Tori in questo momento riuscite a immaginare gli sviluppi più piacevoli delle vostre relazioni. Però è fondamentale che lasciate a tutti la libertà di prendere tempo, anche se significa che per ora non saranno in sincronia con le vostre fantasie.
Ho il martirio che da circa due settimane mi stressa perchè non ho ancora parlato della nostra esperienza agli (sì più di uno) Starbucks di Edimburgo dove lui si è massacrato di Frappuccino al caramello e io mi sono scaldata con i cappuccini più annacquati della storia. Orbene, visto che è lunedì, che il lavoro incombe (oltre al mal di schiena maledetto) e che se torno a casa e non ne ho parlato il martirio mi accoglie con la fatidica frase "ma del frappuccino non hai ancora parlato", parliamo del frappuccino.
Dell'orrendo intruglio avevo già cominciato a parlarne qualche post fa (nello specifico il 12 di settembre) in termini non troppo entusiastici. Girovagando per Edimburgo ho scoperto che di Starbuck ce ne sono ben 3 nel raggio di un chilometro. Vuoi la pioggia battente, vuoi il freddo, vuoi il vento, vuoi il tempo da far passare, ci siamo infilati da Starbuck la domenica pomeriggio in cerca, appunto, dell'ormai noto frappuccino, optando per uno al caramello (il martirio) e uno al caffè (mio). Orrore orrore (almeno da parte mia), è innanzitutto freddo, il che con 10 gradi e vento artico non è bene... e poi è uguale al milk shake del McDonald... Nemmeno da dire che la metà si è innamorato dell'orrendo intruglio (ma si sa che più una cosa è chimica più piace agli uomini) e quindi mi è toccato fare tappa da Starbuck tutti e tre i giorni...