E’ strano (e al contempo è meraviglioso) come ancora riesca a stupirmi. Caso ha voluto che, grazie ad una collega, ho scoperto un blog, questo:
E’ a dir poco impressionante come mi riveda in alcune cose scritte da questa donna. Impressionante.. sono cose che avrei potuto scrivere io… se avessi voglia di interiorizzare alcune situazioni che invece lascio sospese nel limbo del rancore inespresso per non risolverle.
Impressionante… quasi dolorosamente impressionante… tanto che a leggere qualcosa di particolare mi sono venute le lacrime agli occhi… ve lo riporto, scusandomi anticipatamente per il “furto”.
“Il sangue non è acqua... non sono d'accordo. Non puoi permetterti quello che ti pare solo perchè sei parente... che valore ha il tuo affetto se è semplicemente dettato dallo stesso cognome? Che valore ha se appena puoi mi tiri una sberla e mi chiami puttanella? Che valore ha se non sei mai stata felice e lo hai fatto patire a tutti coloro che ti sono stati accanto? E tu lo sai che è colpa tua, lo sai che l'artefice della tua vita, alla fine... sei stata solo ed esclusivamente tu. Non hai alibi, non hai nessuno su cui scaricare. L'artefice sei tu. Lo sai, vero? Forse, al punto in cui sei arrivata, è meglio che tu non te ne sia mai resa conto e che tu muoia pensando che sia solo colpa sua. O di qualcuno che non sia tu.”
Qualche settimana fa ho comperato “Playing the angel”, l’ultimo album dei DM. A distanza di settimane il cd è andato perso (mannaggia alli pescetti!), inspiegabilmente non è più rintracciabile né in casa né in macchina (cosa che mi ha fatto letteralmente infuriare visto che il suddetto cd costa quasi 20 euro!). Così sabato scorso sono andata a ricomprarlo in volata e ne ho approfittato per comperare anche l’ultimo album dei Placebo (gruppo di cui apprezzo particolarmente la decadenza). Ascoltandolo scopro, con piacere, che ci sono almeno tre canzoni che possono essermi d’ispirazione per la conclusione (in termini di completamento) del romanzo (che è fermo da diverso tempo). Per proseguire il discorso “spesa” l’altro ieri ho acquistato gli Swarovski per la cerimonia (l’ho già detto vero?) e, anche qui con piacere, scopro che grazie ad UPS posso effettuare la traccia, quasi in tempo reale, della spedizione (consegna prevista lunedì). Non ho notizie, invece, del pacco di Euronova con il mio ordine, da pagare tra l’altro in contrassegno, nella speranza che arrivi oggi o al più tardi lunedì. Sono tornata al lavoro questa mattina (non ne potevo più di stare a casa a fannullare) e domani è una giornata da delirio infinito (e che bella novità vero?) tanto che devo decisamente scordarmi di potermi riposare nel fine settimana da qui al viaggio di nozze. Tanto per la cronaca domani alle 9 devo andare a fare le unghie (quelle di cui parlavo qualche giorno fa), tempo stimato 2 ore poi devo andare dal fiorista (a dargli un’altra parte della caparra e a decidere le composizioni per i tavoli al ristorante) poi tappa in agenzia di viaggi (dal 7 al 9 luglio siamo a Monaco di Baviera, ma ve ne parlo in un altro momento), alle 14.30 devo essere dalla sarta per la prova dell’abito (e spero che i chili persi, stimati intorno a 3 o 4, siano effettivamente tali); alle 16.30 è prevista a casa visita di amici. Domenica poi Cinque du Soleil a Milano.
Fermate il mondo che voglio scendere!
Secondo giorno di malattia (o degenza, o cazzeggio). Ieri sera, alla fine, non siamo andati al cinema; in effetti la scelta tra Doom (evidente vaccata immonda), il film di Verdone (non me la sento di vedere Muccino jr e Verdone insieme), il film di Moretti (ho già gli acidi gastrici a mille e il presidente del consiglio è già abbastanza presente ovunque da volerlo evitare un po') e qualcosa d'altro non ce la siamo sentita. Così dopo una ristoratrice doccia con lavaggio di chioma (che diventa sempre più lunga, folta e ingestibile) ci siamo goduti Anime Night su MTV per poi ritirarci in santa pace. Stamattina per preparare la colazione alla metà (che per fortuna riconosce che sono "buona" ad alzarmi e preparare la colazione quando potrei restarmene a letto), sveglia alle 6.50 as usual, tanto poi dormirò nel pomeriggio visto che sono ancora senza forze. Ho fatto bene a pulire ieri, oggi non ne sarei in grado, ho le spalle indolenzite e le gambe pesanti. Unica tappa in uscita è per passare in farmacia e ricaricare il telefonino, prevedo noia intensa a meno di non riuscire a finire Kingdom Hearts e, poi, proseguire con FFX (anche se non mi entusiasma e avrei Unlimited Saga da cercare di capire).
A proposito di cercare di capire... non so se siete appassionati di Anime... non so se seguite gli anime su MTV... non so se seguite Aquarion... ma... qualcuno ha una vaga idea del senso di quel cartone? Oggi frugo in rete e cerco di capirne qualcosa in più. E già che ci sono mi informo anche su Unlimited Saga.
Dopo le fatiche mattutine e un pranzo leggero, ho passato il pomeriggio a dormire. Ne avevo bisogno vista la spossatezza fisica. Ah, ovviamente il medico mi ha prescritto antibiotici che non ho preso (e non intendo prendere) o la mia pressione si sposta da 60/90 a 40/60 e allora davvero non ne esco più. Per il resto dovrei lavare la folta chioma (e non ho voglia di prendere freddo e usare il phon) e la metà sembra interessata ad andare al cinema, tuttavia non c'è nulla di particolarmente interessante da vedere (nulla che mi entusiasmi veramente). Attendiamo il rientro del maschio di casa per decidere se sarà vasca da bagno con spumante Lush o doccia rapida e poi cinema.
La salute non andrebbe trascurata. Su questo credo che si possa essere tutti d’accordo, tuttavia, ci sono alcune situazioni in cui si può “fingere” di stare bene per motivi inderogabili. E’ più o meno quello che ho fatto nelle ultime due settimane, in cui, grazie alla mia solita tonsillite primaverile, sono andata a lavorare con 38 e un po’ di febbre, mal di gola e raffreddore. La febbre è scesa il primo we e non sembrava essersi alzata (in realtà non ho controllato ma mi sentivo “bene” solo un po’ fiacca) mentre la tonsilla (ma ci sono abituata) continua a dolere. Non è che io sia masochista e, in effetti, un paio di giorni sotto la trapunta a coccolare i gatti e pigronare mi avrebbero anche fatto piacere, la motivazione di tanta abnegazione era la fine del periodo di prova sul lavoro. Giorni di malattia avrebbero, infatti, procrastinato la fatidica data e, onestamente, non mi andava di restare in ballo più dei fantomatici 45 giorni lavorativi (che sono uno sproposito se ci pensate).
Ora… sabato e domenica erano le giornate di primavera del FAI e, con questa scusa, abbiamo deciso di andare con amici a vedere il castello di Melegnano (se non lo avete mai visto andateci, è aperto nel we e il costo del biglietto è di 2,5 euro). Prescindo dal fatto che non sono affatto riposata, i fine settimana sono all’insegna degli impegni per il matrimonio (fiorista, sarta, scarpe, accessori, disposizioni al ristorante, ecc) più la solita spesa settimanale da fare (altrimenti si muore di fame). Specifico anche che non è la dieta: sto mangiando regolarmente e anzi mi sembra di mangiare anche troppo. In ogni caso, domenica pomeriggio alle 3 eravamo in coda fuori dal castello (alle 5 la coda era diventata spropositata), un’ora di coda buona (perché al solito nessuno pensa a organizzare dei corridoi per la folla o, semplicemente, a creare degli sbarramenti a tappe) e poi via, intruppato come le vacche alla mungitura per le sale affrescate. Sale grandi con 200 persone pigiate e senza nessuno che abbia pensato ad aprire le finestre per cambiare l’aria. Ebbene, quasi alla fine del giro, nella sala degli Argonauti sono finita per terra. Collasso e svenimento. Non è la prima volta che mi capita: soffro di pressione bassa e, soprattutto d’estate, ho frequentemente giramenti di testa, però erano anni che non andavo giù a sasso; il vero problema è stato che, a distanza di 10 minuti, non mi sentivo meglio e non ero in grado di alzarmi. La mia metà e i nostri amici mi hanno portato fuori di peso e sdraiata su una panchina. Niente da fare, crampi assurdi e incapacità di muovermi se non per fare no con la testa alle domanda classica “va meglio?”. Ale ha chiamato il
Qualche tempo fa giocavo di ruolo dal vivo. Qualche tempo fa interpretavo un personaggio un po’ particolare. Per motivi diversi e poco rilevanti ho lasciato quel personaggio e il contesto in cui si muoveva.
E’ un personaggio che un po’ mi manca, più che altro perché aveva diverse interrelazioni con delle persone che poi, in un modo o nell’altro, mi sono rimaste molto legate.
Persone, tra l’altro, che saranno presenti al mio matrimonio.
Ho pensato allora a cosa penserebbero i loro personaggi se il mio si trovasse al mio posto, ovvero se Katarina Ivanovna Pushkin si sposasse e li invitasse al suo matrimonio.
Ne nasce così questa breve lettera di invito.
“Mio caro,
emergo dalle nebbie del passato nella speranza che l’ultima tua residenza che conosco sia ancora quella dove poterti trovare.
Mi sei mancato immensamente.
Temo che queste parole possano suonarti strane o, forse, ridicole, soprattutto dopo la mia improvvisa sparizione. Sono passati ormai quasi tre anni e, mi rendo conto, la mancanza di notizie potrebbe aver lasciato scolorire l’immagine che hai di me, se non peggio. So, perché malgrado tutto sono rimasta con le orecchie ben tese, che molto è successo e che, di me per un tempo, hanno raccontato falsità. Non me ne stupisco affatto ma alle bugie, sul mio passato e sul mio presente, sono abituata, come ben sai. Ricordo ancora la sensazione che mi dava stringerti la mano o poggiare il capo sulla tua spalla… ricordo le risate e le lacrime tanto bene da trovarmi a sorridere o piangere al solo ripensarci. Uno dei maggiori rimpianti che ho è quello di non averti potuto salutare di persona, né di poterti spiegare perché sono partita. Mi conosci abbastanza bene da sapere che non lo avrei fatto se non fosse stato assolutamente indispensabile.
Non è comunque per parlare del passato che ti scrivo, bensì per chiederti di attraversare il mondo per incontrarci ancora, per poterti stringere e condividere, ancora una volta, un momento di gioia.
Tua
Kat”
A ripensarci, tenendo conto che la stessa lettera andrebbe indirizzata a 5 uomini diversi e che non accenna al fatto che si sta per sposare…
Sì… mi manca molto.
Leggendo le ultime agenzie scopro che:
Amanda Rogers-Harper, portavoce di Foggy Bottom del Dipartimento di Stato Americano, ha spiegato ad Apcom: "Il governo Usa ha recepito la preoccupazione espressa da vari esponenti del governo italiano di possibili pericoli derivati da manifestazioni di protesta alla vigilia delle elezioni. E ha risposto come è norma in circostanze simili consigliando cautela ai viaggiatori americani". I contatti tra il governo degli Stati Uniti e quello di Roma, ha precisato la portavoce, sono stati in alcuni casi diretti; in altri casi il dipartimento Usa siè basata sugli organi di informazione. "Un avvertimento simile è stato emanato in passato in occasione di altri appuntamenti elettorali - ha continuato la portavoce - come nel caso delle elezioni in Iraq e in Afghanistan".
Quindi l’Italia è paragonata all’Iraq e all’Afghanistan (le ultime due mete delle guerre “preventive” americane). Andiamo bene…
Quindi i passaggi salienti sono:
1) Gli esponenti del governo italiano sono preoccupati dalle manifestazioni di protesta pre-elettorali.
2) Il governo italiano ha comunicato direttamente con quello statunitense.
3) Il dipartimento Usa ha letto la stampa italiana che ha rafforzato le preesistenti preoccupazioni.
4) Il governo statunitense si è premurato di comunicare ai propri cittadini di stare attenti alle manifestazioni se si trovano in Italia.
5) Il governo statunitense equipara la situazione politica italiana (democratica e basata su una repubblica costituzionale) a due dittature di base religiosa.
C’è dunque da supporre che il governo statunitense, qualora l’attuale governo italiano non venisse rieletto, considererebbe libere elezioni democratiche pari ad un colpo di stato? E in questo caso quale sarebbe la “risoluzione” di intervento richiesta?
Avete presente le unghie delle modelle? O quelle delle starlette di tutto il mondo? Quelle belle, a punta quadrata, con il bianco ben visibile, quasi finto? Sono finte. O meglio, sono “ricostruite”. In pratica applicano sulle unghie una specie di resina che poi limano fino a farla sembrare una seconda “pelle” completamente naturale in modo che l’unghia risulti naturale, sana, perfetta.
Costo approssimativo dell’operazione dai 50 agli 80 euro, a seconda dei posti. Resistenza media dell’operazione circa 3 settimane.
Sto seriamente pensando di farmi ricostruire le unghie per la cerimonia. Sussistono però due problemi fondamentali:
Primo, non mi piacciono le unghie quadrate. Il problema è facilmente risolvibile facendole fare tondeggianti (e dovrebbe essere possibile).
Secondo, rosicchio tutto quanto sta intorno all’unghia (colpa del nervosismo) e, quindi, non ho delle mani curate. Ci si mette oltretutto la gatta che mi ha ridotto le mani ad una serie di graffi in costante via di guarigione (quelli guariti vengono sostituiti da graffi nuovi tutte le sere).
Che dite… faccio ugualmente?