Ebbene sì, signori parto!
Veleggerò verso mare e sole per tornare tra due settimane.
Non invidiatemi troppo e fate ciò che è necessario (ma anche ciò che non lo è).
Baci
L'insegnamento della giornata di ieri è che tutto è relativo.
Mi spiego: ieri è stata una giornata estremamente faticosa sul lavoro (non posso dire fuori dagli standard perchè ormai sono una più stancante dell'altra), per di più uscita dall'ufficio ho deviato strada e sono scesa "in città" per andare a prendere la mia metà che rientrava da 3 giorni di lavoro a Roma; potete dunque immaginare il mio aspetto generale pur non avendomi mai vista.
Nello specifico il treno aveva 25 minuti di ritardo così, per non aspettare in sala d'attesa o, peggio, per la strada, mi sono diretta verso il vicino "centro commerciale" (poco più di una galleria di negozi su due piani, che diventa la galleria del vento quando c'è brutto tempo) per dare un'occhiata alla libreria che vi si trova (in realtà cercavo anche "Le cronache di Narnia" ma è in ristampa quindi pazienza) per non trovare nulla di interessante e, passato il tempo necessario, tornare in stazione ad accogliere la mia metà.
Come spesso accade alle ferrovie italiane, il treno aveva aumentato il ritardo a 30 minuti e, di nuovo, per le stesse motivazioni di poco prima, sono tornata alla galleria commerciale, questa volta per entrare al McDonald's e prendere un cappuccino (sì lo so che fa schifo ma avevo 5 minuti e non c'è un bar decente in zona) mentre il cielo si reannuvolava.
Apro la porta a vetri del locale e mi metto in coda dietro ad uno straniero. Il ragazzo dietro al bancone, una faccia carina e pulita intorno ai 25 anni, sta preparando un gelato finto (di quelli loro), pronto il cono, si volta, mi fissa e mi porge la plastica al sapore di crema sorridendo con aria un po' tonta. La mia risposta deve essere stato un lieve sollevarsi di sopracciglia perchè si è scosso e ha consegnato il "gelato" allo straniero scusandosi.
Appena allonatosi il cliente che mi precedeva il ragazzo sorride, mi guarda e se ne esce con "sei entrata e mi hai ipnotizzato" (stanca, accaldata e spettinata che ero... andiamo bene) e finisce col corteggiarmi con il cappuccino, offrendomi valanghe di zucchero e accertandosi che, nell'uscire, mi soffermassi a salutarlo.
Subito prima che il treno approdasse al binario, io finalmente nella sala d'attesa non per perdere tempo, vengo avvicinata da un quindicenne che mi chiede: "Scusi ma lei è la zia di GIorgio?" Giuro non sono riuscita a trattenermi dal ridere, perchè tutto è relativo.
Comunque sia, tu che non leggerai mai e che lavori al McDonald's al centro Faxhall, tu che mi hai servito il cappuccino in un bicchiere di carta ieri pomeriggio alle sei e mezza... sappi che, comunque, alla fine di una giornata, per quanto "impegnate" e stanche si sia, fa piacere essere corteggiate con un cappuccino, quindi grazie.
E' passata più di una settimana dall'ultimo post (se sto sbagliando scusatemi sono rintronata dal sonno e dal caldo) e, onestamente non è che sappia esattamente cosa scrivere. Più che altro la mia metà che è tornata mercoledì scorso, ieri mattina è ripartita e, malgrado il we molto gradevole passato insieme (all'insegna tra l'altro della buona musica irlandese), non sono affatto soddisfatta. Probabilmente è perchè ho bisogno di riposarmi, di andare in "ferie", di allontanarmi dal lavoro (prima possibile perchè altrimenti divento pazza), di andare al mare... non so... sarà che ha piovuto, che il cielo è grigio, che voglio un altro lavoro... Alla faccia della lagna stamattina...
Eviterò di tediarvi ulteriormente, insomma non ho nulla di interessante da raccontare e non mi sembra il caso di costringervi a leggere delle idiozie.
Buona giornata