Diciamo che il rientro in ufficio ieri non è stato dei più entusiasmanti, diciamo che la possibilità di rilassarmi due giorni (come sempre) alla fine mi fa più male che bene... sia quel che sia, ieri pomeriggio mi sentivo decisamente male: gola in fiamme, freddo e caldo insieme, mal di testa da urlo...
Riesco a strappare una mezz'ora al capo e torno a casa con la strada che ondeggiava paurosamente davanti a me insistendo per tutta la lunghezza del tragitto fino alla magione. Evito l'assalto di Nym e mi provo la febbre: 38,7.
Ovviamente ho chiamato il medico che mi ha prescritto "minimo" due giorni a casa e i soliti antibiotici a siluro. Ovviamente venerdì devo rientrare in ufficio, febbre o meno, perchè c'è da chiudere il trimestre e onestamente, per come mi sento ora potrei anche andare oggi solo che so benissimo che dopo mezz'ora in piedi stramazzo al suolo. Grazie tonsillite...
Così me ne sto a letto (e l'adsl aiuterebbe parecchio) in attesa che siano almeno le 8 per alzarmi e "fannullare" pulendo la casa, almeno fino a quando reggo, poi mi ritrascino a letto e cerco di dormire un po'. Ecco, fortunatamente ho una "buona" reazione alla malattia: dormo fino a quando non sono guarita 
Per quanto io non cerchi scusanti o giustificazioni è d'obbligo, per comprendere questo racconto, una piccola premessa:
sono di famiglia cattolica cristiana ma non praticante (come buona parte delle famiglie italiane credo), sono stata battezzata per obbligo nei confronti dei miei nonni materni (quelli paterni non li ho mai conosciuti) ma non ho mai fatto comunione e cresima nè ho mai seguito catechismo. Nella mia carriera scolastica ho avuto una maestra alle elementari (quando ancora ce n'era una sola per classe) molto cattolica che ci faceva recitare due preghiere tutti i giorni, una appena arrivati e una quando finivano le lezioni. Nella sua buona cristianità non si è mai premurata di comunicarci il significato della cosa e io, come tutti i bambini di 6 anni rispettosi (non so se ce ne sono ancora), ripetevo a pappagallo e fine. Ammetto di aver fatto qualche vaga domanda a casa ma non ricordo con precisione le risposte forse anche perchè i miei genitori "progressisti" si sono sempre dimostrati più interessati alle mie domande su temi quali la politica, la sociologia, il sesso, la storia, la filosofia. Giunta alle medie, sono stata iscritta ad una scuola privata (ovviamente cattolica) perchè la scuola media pubblica di zona non era considerata adeguata alle mie capacità (onestamente non so perchè, non sono certamente un genio), fatto sta che nella scuola privata l'ora di religione era un dictat dal Cielo e la mia insegnante (quella che con cattiveria potrei definire una suora mancata) era quanto di più appassionato potesse esserci nella sua materia. E così arriviamo alla "storia degli ulivi"...
Ora di religione, periodo di Pasqua.
L'insegnante ritiene di dover "interrogare" (qualcuno molto più tardi mi spiegherà il curioso meccanismo che porta un insegnante, la cui materia non fa media per le pagelle, ad accanirsi sugli studenti) e, all'epoca l'interrogazione comprendeva il sedere su una sedia apposita posta davanti alla cattedra, stile condannato a morte.
Nel caso specifico l'insegnante (di cui al momento non ricordo il nome) mi chiama e mi chiede... "perchè si dice domenica delle palme ma fuori dalla chiesa danno i ramoscelli d'ulivo?"
Ora...pensate a me, che ne sapevo niente (non è che ora ne sappia molto di più lo ammetto), abituata a ragionare sulle domande e a dedurre, per logica, le risposte quando non le conoscevo con certezza... ecco, allora capirete bene che la risposta:
"Le palme sono piante tipicamente del sud del mediterraneo, in Italia se ne trovano poche, mentre l'ulivo è una delle produzioni più vaste e redditizie della nostra economia"
forse avrebbe anche potuto essere intesa come la capacità di relazionare diversi argomenti... e invece l'insegnante prima è diventata paonazza, poi verde, infine mi ha buttato fuori.
E così si è conclusa la mia carriera religiosa, non ho mai più seguito un'ora di religione chiedendo, costantemente, l'esonero e preferendo Dante e Virgilio.
Questo credo, spieghi in parte perchè amo scrivere e perchè non mi sposerò mai in chiesa.

Non ho mai amato le feste comandate, sarà che non sono poi definibile come "cattolica" (a questo proposito ricordo quello che ora mi sembra esilarante, ma che al tempo mi ha turbato, episodio di un'ora di religione in cui una domanda sugli ulivi a Pasqua mi è costata l'allontanamento dalla classe; del resto non ho mai fatto catechismo) ma trovo l'obbligo della compagnia del parentado assolutamente poco tollerabile.
Da questa problematica mi ha sollevato "quella là" che da quando se ne è andata, con il suo atteggiamento costruttivo, si è portata via anche gli ultimi parenti che mi sono rimasti.
Rimangono quindi mio padre e il mio compagno e, essendo io l'unica donna in casa (le due gatte non valgono) mi sento doverosamente in obbligo a preparare un pranzo pasquale. Peccato che ultimamente la mia voglia di cucinare si sia ridotta a zero e che, cosa non da poco, non mi piacciano affatto i tipici manicaretti regionali che vengono propinati in questa occasione.
Dovrò comunque preparare un dolce e sicuramente un primo... il passaggio successivo è quindi la spesa... che non ho voglia di fare e che non posso fare fino a sabato (giorno improponibile per andare al supermercato) perchè lavoro anche domani.
Proverò a farmi venire in mente qualcosa andando al lavoro ma, come sempre, si accettano suggerimenti (o, inviti a pranzo).
Premetto che trattasi di sfogo quindi chi non ha voglia di leggere, faccia a meno 
Quando si viene assunti per svolgere un ruolo dirigenziale ci si aspetta di assolvere a compiti dirigenziali e invece...
Qualcuno mi spieghi per quale arcano motivo devo tradurmi (fuori orario di lavoro, perchè in orario non ho tempo) un accidenti di manuale di istruzioni di un maledetto apparecchio, in inglese in 24 ore?
Ecco, se qualcuno ha una risposta, può farmela pervenire dopo il "bip"
Il film, visto ieri sera in un cinema multisala deserto (la bellezza del primo spettacolo del venerdì sera) è una gradevole fiaba, tratta dai tre brevi racconti di Lemony Snicket (Daniel Handler), in cui lo stesso autore (la voce è di Jude Law nella versione originale del film) sconsiglia di guardare la pellicola se piacciono i film "caramellosi" (beh non usa proprio questo termine ma l'idea direi che rende). Il cast è notevole, da Jim Carrey, gustosissimo nel ruolo di super cattivo a Meryl Streep, fino a Dustin Hoffman in un piccolissimo cameo (curioso che i due interpreti della piccola di casa Baudleaire, Sunny, siano due bambini che di cognome fanno Hoffman, parenti?). Il film è una gradevole fiaba "noir" con una scenografia visionaria, molto "burtoniana" e dei titoli di coda gradevolissimi, gli effetti speciali perfettamente inseriti nel contesto, ottima la prestazione del cast. Beh, andate a vederlo.
Nota per i patiti della Rowling:
Autore di 8 romanzi (a firma di Lemony Snicket) che hanno venduto 27 milioni di copie - rimanendo oltre 600 settimane di fila nella classifica dei bestseller per ragazzi stilata dal New York Times - Daniel Handler è riuscito a rubare il primo posto in classifica alla inossidabile J.K. Rowling di Harry Potter.
E io aggiungerei "era anche ora"
Buon sabato
Stamattina scrivo in doppio ( di qui e di là) prima di andare a lavorare così non so esattamente cosa ne salterà fuori. Nel frattempo vi annuncio il "dubbio adsl" ovvero: "ma me la porteranno davvero? E quando? Ma soprattutto non dovessero portarla, me la fanno pagare ugualmente?" Preso atto che dovrò attendere _almeno_ 10 giorni lavorativi (e con la Pasqua diventano almeno 15) non sono proprio tranquillissima e, nel frattempo, attendo utilizzando la 56K quando non sono in coma (come è capitato ieri sera). Onestamente non credevo che una casa portasse via così tanto tempo; ora siamo alle prese con la cancellata da sverniciare e riverniciare e, con due mezzi pomeriggi a settimana il lavoro finirà forse a settembre...
E domani mattina devo fare la spesa... raddoppiando cibo e sabbia per i gatti (che sono ora, ufficialmente, due). Mangiano più di noi...
Mi rendo conto che non è un post proprio coerente ma spero mi scuserete; non ho nemmeno troppa voglia di andare a lavorare, mi consola sapere che è venerdì e che domani, invece di alzarmi alle 6.30 posso rigirarmi nel letto almeno fino alle 8.
Chissà se stasera si riesce ad andare al cinema... sì ma a vedere cosa poi?
Ma soprattutto... avranno riparato il flipper del Signore degli Anelli che ci piace tanto?
Mi sa che di queste cose devo parlarvi in un altro momento, sono le 7.40 e devo andare.
Buona giornata a tutti e, soprattutto, tenete duro, domani è sabato!
Dopo aver lavorato tutta la giornata di ieri per seguire un congresso (auff), e a causa della stanchezza aver dormito la bellezza di 10 ore filate, questa mattina abbiamo deciso di vuotare qualche scatolone che ancora staziona "di sopra". Mancando una buona parte dei mobili, la scelta su cosa mettere via nel poco spazio a disposizione ha richiesto un certo tempo di valutazione pro e contro, in particolare il dilemma verteva sulla scelta tra vhs e fumetti. La scelta, per spazi e quantità è caduta sulle vhs, ridotte a 4 scatoloni durante la fase di imballaggio pre trasloco. Abbiamo così sistemato 400 videocassette (ne avevo quasi 1200 prima di trasferirmi) in un mobile basso con antine (billy Ikea), soffermandoci a scorrere i titoli che ho salvato negli anni. Riscopro così di avere "The Mahabarata" e "Come distruggere la reputazione del miglior agente segreto del mondo", "Bull Dhuram" e "Lanterne Rosse", "Legend" e "Labyrinth" ma anche "Il signore degli anelli" nella versione a disegni animati e chicche come "Scusate il ritardo" o capolavori come "L'ultima tentazione di Cristo". Tutte pellicole che riguarderei estremamente volentieri avendone il tempo, che invece ahimè manca in modo cronico.
Potrei cominciare a pensare ad una programmazione settimanale...
Fa tanto cineteca :)
Dopo lunga e penosa malattia, finalmente posseggo una linea telefonica nella casa dove risiedo da un mese. Ovviamente trattasi di unica spina di rete perchè non è ancora passato l'elettricista per portare la linea dove realmente serve (in sala e di sopra nella stanza pc), pertanto ho il telefono in camera da letto, unico posto (insieme al bagno) dove non mi interessa averlo. Con la linea telefonica arriva, immancabilmente, anche la connessione a Internet... una dolorosamente lenta 56K perchè malgrado le tanto vantate decisioni di ampliare la rete adsl, in provincia sulle colline non la vedremo mai, nemmeno quando ci porteranno (non voluta) la televisione digitale terrestre. Tra l'altro poichè i pc sono smontati di sopra (manca anche la scrivania su cui metterli, tanto per darvi un'idea di come sto messa) sono connessa (pagando presumo uno sproposito) dal portatile della mia metà, seduta sul letto, con la gatta che pisola qui di fianco. A parte le scomodità (per esempio causa format del portatile, dover installare di nuovo tutte le cosine carina, msn compreso, che però vanno anche scaricate), la cosa comoda è che potrò aggiornare finalmente i blog senza piangere in turco o vivere nell'angoscia che il capo mi colga nell'atto di utilizzare Internet, oltre a poter dialogare con gli amici che non sento da una vita. Giusto per tenervi aggiornati sono bel all'8% del download di messanger... santo cielo quanto mi manca l'adsl... costi fissi, connessione illimitata.. soprattutto veloce. Temo che dovrò tornare ad abituarmi ai costi delle telefonate urbane...