Un po' di corsa, da un pc in prestito, colgo l'occasione per farVi gli auguri.
Chiunque siate, dovunque siate.
Per andare a lavorare, la mattina, devo percorrere circa 30 Km seguendo quelli che, in definitiva, possono essere considerati percorsi alternativi. In linea di massima da casa al lavoro attraverso 3 valli, 3 Comuni e un numero imprecisato di frazioni, poco più che manciate di abitazioni e aziende agricole che punteggiano la pianura. Nel percorso, che effettuo anche la sera, in questa stagione praticamente al buio, ho modo di seguire i lavori di ristrutturazione o di nuova edificazione dei vari cantieri così come posso valutare il progredire delle coltivazioni o anche solo lo strato di brina sui campi e a margine della strada.
E’ un momento di pausa e di relax. In genere le automobili che incontro sono pigre ed assonnate tanto è vero che il “grande” traffico si muove, verso la città, sulle direttrici che io, senza troppo interesse, attraverso a bordo della mia automobile nera mentre ascolto la radio.
Leggermente diverso è il rientro; più lento a causa del traffico e più fastidioso perché in genere chi segue i percorsi alternativi, per necessità o abitudine, ha il vezzo di tenere i fari abbaglianti accesi certo di essere solo e io, ahimè, ho una sgradevole forma di fotosensibilità che mi fa somigliare ai gatti.
Domani, venerdì 17 dicembre, percorrerò per l’ultima volta quest’anno con lo scopo di recarmi al lavoro, la strada che mi porta da casa e il pensarci un po’ mi intristisce.
Splinder ha reso di nuovo visibili le fotografie, curioso visto che non ho pagato per il servizio (allora non diciamolo forte prima che sia stata solo una svista loro e facciano marcia indietro). Natale si avvicina e sento già l'alito caldo delle renne sul collo (no, non è piacevole seppure le renne siano morbidose). La settimana diventa sempre peggio tra consegne e ritardi dei delinquenti fornitori (invertire l'ordine delle parole non cambia il risultato), telefonate di matti e la frenesia del capo (mi mette un'ansia in certi momenti che mi fa fin paura).
Finalmente arriva il momento dei regali (quelli che intendo farmi, a cominciare da un massaggio sabato fino alla settimana di ferie e relax, nella speranza di non ingrassare oppure vado a fare un giro a piedi fino in Cina per smaltire). Quanto ai regali per gli "altri", ringrazio la mia ex genitrice per avermi ridotto notevolmente le spese di telefono e pacchetti, mi limiterò quindi a mio padre, al mio compagno e alla mia gatta (con aggiunte, già pensate, per gli amici). Devo trovare modo e tempo per andare dal parrucchiere (sabato a questo punto) a sistemare taglio e colore (avessi una tredicesima temo la spenderei lì dati i prezzi) giusto prima della serata Karmisia (troppo lunga da spiegare stasera, ci riprovo in altra sede) che è appunto sabato.
Avrei forse mille cose da dire ma ho poca voglia e poco tempo quindi rimando.
Se non leggete nulla prima del 17 sappiate che fino al 10/01/05 sarò senza connessione quindi, auguri a tutti, comunque.
E' cominciata un'altra settimana all'insegna dei disguidi. Il nostro fornitore di apparecchi ha deciso, per l'ennesima volta, di non rispettare i tempi di consegna causandoci danni terribili in termini economici e di immagine. Nemmeno da dire sono ingegneri...
Quanto io ami l'Ikea è difficile a definirsi, posso solo dire che entrare in un posto dove so di poter acquistare qualsiasi cosa io veda mi fa letteralmente impazzire. Per questo motivo il mio compagno è "addestrato" a tarparmi le ali non appena prendo il largo. Amo in particolare l'oggettistica dell'Ikea e più precisamente le porcellane. Con il trasloco e la suddivisione in due delle "cose di casa" so già che molte delle stoviglie e delle pentole andranno a mio padre e sto, quindi, già facendo un'analisi di cosa comprare anche se, in effetti, dovrò comprarle a febbraio. Tuttavia, dopo essermi letteralmente innamorata della serie "Soaré" (piatti e ciotole irregolari di un bel grigio avvolgente) ho deciso di attendere per l'acquisto (anche perchè sarei stata picchiata a sangue se l'avessi comperata ieri) ripiegando per un ridotto e più sobrio servizio cinese (che con buona probabilità non utilizzerò mai). Sono convinta che anche la mia metà abbia compreso che era necessario giungere ad un compromesso ;)
Domani si va all'Ikea, non per reale necessità (so già cosa comperare e quando), quanto per non restare in casa a subire le "marette" di mio padre che vuole farci spostare a tutti i costi mobili e scatoloni (addirittura vorrebbe "montare" scaffalature per riordinare quando ancora mancano tinteggiatura, caloriferi e parte dei pavimenti) domani... ovvero farli spostare a me e alla mia metà.
Ringraziando gli svedesi che il giorno dell'immacolata lavorano prendiamo macchina e sorrisi (altrimenti a casa si sgualciscono) e via verso il paradiso dell'oggettistica (devo lasciare la carta di credito a casa oppure compro tutto il vasellame che trovo). Puntata a trovare un amico (che non vediamo da tempo) e che vive quasi in zona.
E tornerò sorridente e rilassata, non intendo più farmi rovinare le feste dalle incongruenze paterne.
Come già ampiamente spiegato altrove ho un arretrato di sonno da fare spavento. Sono indietrissimo con tutto quello che non è lavoro (e comincio a sentirmi in colpa) e passerei il mio tempo "libero" a dormire rannicchiata sotto alla trapunta (causa anche tempo orrendamente piovoso). Stasera ho una "gradevole" deviazione dal notaio perchè, secondo lui, non ho firmato "come si deve" giovedì sera. Qui si aprono situazioni risibili perchè se è vero che ho tre nomi (grazie tante ascendenza...) non firmo mai con tutti e tre usando esclusivamente il primo. Allora per quale ridicolo motivo devo firmare su un atto notarile con tutti e tre, tra l'altro in modo leggibile? Non è la mia firma, io non firmo così, avrebbe potuto farla chiunque altro mettendo i miei nomi... vai a capire i notai... lobby della malora
Ammetto di essermi spesso trovata a non voler cedere di fronte a situazioni "di poco conto" almeno in apparenza ma che per me risultavano vitali dal punto di vista della linea di principio. Sono una di quelle persone che non ama recedere soprattutto quando sa (ed è comprovato) di avere ragione. Tuttavia, con gli anni, ho spesso preferito recedere da discussioni sterili per quieto vivere. Purtroppo la rete non aiuta e il non vedere il proprio interlocutore genera spesso nervosismo e fraintendimenti.
Forse una camomilla invece del caffè aiuterebbe...
Cambio telefoni in ufficio. Lavoriamo con i cordless e abbiamo 5 linee + fax + modem (in sintesi un delirio). Tutte le mattine si gioca a "cambia la linea", soprattutto quando si rompe un cordless (se ne sono rotti due in tre giorni) e si sostituiscono con scene fantozziane sulla falsariga di "ma questo filo di che numero è? E quello? E lei che numerò ha?" (il tutto per una buona mezz'ora).
Adesso il capo vorrebbe i passaggi di linea tramite cordless (ovvero che possa passargli le telefonate dal mio cordless sul suo senza passargli fisicamente il telefono) così sto impazzendo sul manuale di istruzioni... e oggi pomeriggio dal provider per il restyling e nuove funzionalità del sito... voglio un caffè (e la macchinetta non è ancora arrivata).
Non so perchè ma ritengo sia doveroso comunicarvi che oggi non ho voglia di scrivere nulla e che mi andrebbe tanto un caffè con latte freddo a parte (Harry ti presento Sally docet).