Ecco un altro argomento che due volte a settimana "tocca" affrontare. Data la situzione attuale (trasloco imminente, soldi non tanti) abbiamo suddiviso la spesa in tre settori fondamentali:
-detersivi
-surgelati
-alimentari vari
scegliendo, per ogni settore, il supermercato/centro commerciale più conveniente.
I detersivi si comprano una volta al mese, il resto, ovviamente no: surgelati ogni 15 giorni circa, alimentari vari anche due volte a settimana. Non perchè si mangi come bufali più che altro perchè non sopporto buttare il cibo allora compro solo l'indispensabile (tanto il superfluo lo compra magnificamente mio padre).
Bene, tornando a noi, questa mattina spesa surgelati e oggi pomeriggio (no, non farò l'errore di rimandare e fare la spesa di sabato mattina!) tocca la spesa alimentari...
Sto cominciando a detestare quest'orario, momento in cui, dall'antro della caverna, giunge il ruggito sempre uguale, sempre costante "ma voi stasera non cenate?".
Proprietario del lamentoso richiamo, mio padre, che è convinto, non so per quale curioso motivo, che il suo appetito debba per forza coincidere con quello del resto dell'universo. Ringrazio gli dei che da dicembre non vivrà più con noi (o noi non vivremo più con lui), almeno si fa cena (si _fa_ cena) quando gli pare e non mi costringe a spignattare 4 volte invece di una (no, io la "minestra" scaldata non la mangio). Ci sono sere che io e la mia metà ci si guarda sorridendo e ci si chiede, sbirciando l'orologino digitale sul pc (1 e 2), quanti secondi passeranno alla fatidica domanda. Stasera la mia metà non c'è e torna per le 23, il che vuol dire che già dovrò spignattare almeno 2 volte, una per l'orso brontolone e una per lui. E per me? Mi viene l'idiosincrasia da fornelli... quasi quasi salto.
Tra le mani (quasi) per via dei corsi e ricorsi storici o della scarsa fantasia di chi programma i palinsesti il trailer di presentazione di "Paura d'amare". Film che considero splendido, un'opera poetica fatta da un grande dialogo e da due interpreti meravigliosi su una colonna sonora che rasenta la perfezione.
Una frase, come spesso accade, ricordo di quel film: la richiesta semplice eppure drammaticamente difficile di Frankie "voglio un uomo che mi ami per sempre e nonostante tutto".
E chi non lo vorrebbe?
Ci sono cose da cui si fa fatica a sganciarsi. Progetti per cui si è lavorato notte e giorno e a cui si è dato anima e cuore. Quelle cose di cui non puoi fare a meno di chiedere e, per cui, ancora ti viene acidità di stomaco dopo mesi. Per me è sempre così, mi butto a capofitto, lavoro come una pazza e poi... e poi, siccome sono una testarda convinta delle mie competenze, qualcuno se la prende a male e si sente scavalcato.
Nella maggior parte dei casi esco in punta di piedi (toh, il titolo del blog) tenendo un orecchio teso perchè non si sa mai qualcuno avesse bisogno.
E quando qualcuno ha bisogno? Com'è difficile non voltarsi indietro e riprendere anche se si sa benissimo che le problematiche non sono state risolte e aspettano lì, in agguato.
Ieri ha chiamato l'ex moglie di mio padre, ovvero la mia ex madre. Simulando il groppo in gola per la morte di Trip e tastando il terreno per sapere quando può venire a prendere le _sue_ cose (come se già non avesse rubato due case a mio padre, non gli avesse vuotato il conto in banca e depredato l'appartamento). La lucida freddezza con cui l'ho trattata rasenta la spietatezza dell'assassino. Non mi incanta più e credo se ne sia accorta. E' arrivata a dire "se avete bisogno chiamate" a cui ho risposto "preferisco non chiamare, così vuol dire che va tutto bene" (era sottinteso che non l'avrei chiamata neppure in punto di morte), ha ingenuamente replicato "ma non deve per forza succedere qualcosa per chiamare" a cui è seguito un mio gelido silenzio. Spero non chiami più
Stavo guardando la home di splinder e sono rimasta sconcertata. Il numero dei blog aumenta spaventosamente man mano che passano i giorni. Mi domando se sia il desiderio di venire letti o solo una pallida moda, destinata col tempo a svanire. Ogni tanto leggo a caso i blog che sono in elenco, sempre più giovani gli autori, sempre meno italiano scritto...
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E' spaventoso, 3 blog nuovi in meno di mezz'ora. Mentre ascolto la colonna sonora di Hero mi ritrovo a riflettere su quante cose non dico e a quante non scrivo. Esiste ancora, e forse è questo che fa di me una scrittrice di non successo, una remora profonda nel raccontare certe cose... quali cose? Quasi tutte a dire il vero. Restano sulla pagina le emozioni che mi si leggono in faccia, dalla rabbia al dolore, mentre quelle più sottili, come il freddo distacco per chi ormai si trova dietro ad una porta chiusa, rimangono dove stanno. E' come se avessi un freddo cuore d'acciaio nascosto sotto cumuli di panna e cioccolato. Che brutta immagine eh?
la cosa comincia a preoccuparmi, sarà che sono vecchia?
Ho saltato domenica... lo so. Proprio non avevo voglia di scrivere. Mi sono lasciata sballottare in giro, tra castelli e cinema, per non pensare poi però arriva la sera e non ci sono santi, soprattutto quando Koshka piange tutta notte perchè si sente sola.
Il fatto che sia lunedì mattina mi costringe a scivolare fuori dal letto e a riprendere le fila della mia vita. Tra l'altro, per fortuna o per disgrazia, è una settimana decisamente impegnativa.
Trip è andata, ci ha lasciato oggi alle 15.30 circa.
Lascia un posto sul mio letto e un vuoto enorme nel mio cuore
Formattato. Installato l'essenziale nella serata di ieri. Un po' è servito a distrarmi un po' a ripristinare le funzionalità della trappola da cui scrivo ora. Mancano ancora diverse cose ma devo passare in posta e poi, finalmente (mica troppo) tornare in redazione.
Koshka ha mangiato e dorme beata, di Trip non so ancora nulla.. le dita incrociate si stanno anchilosando.
Mangiare devo mangiare qualcosa, sono a 36 ore di digiuno da stomaco chiuso e mi hanno minacciato di morte se non mangio. Solo che non ho fame, non ho voglia e non ho le forze. Guardo lo scivolare delle lancette sull'orologio (o l'alternarsi dei numerini sul digitale a seconda di dove mi trovo) e l'unica cosa che mi passa nell'organismo, oltre alla preoccupazione, è una gran nausea. Alle 4 devo andare dal veterinario, sto tenendo le dita incrociate dalla 9 di stamattina, quasi quasi chiamo (è che poi mi sembra di essere invadente, invasiva, lagnosa...). Nel frattempo devo anche essere (contemporaneamente è ovvio) in cantiere...